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Impronta EticaNewsResponsabilità sociale delle imprese: l’UNIONE EUROPEA pensa di stilare un regolamente comune

Responsabilità sociale delle imprese: l’UNIONE EUROPEA pensa di stilare un regolamente comune

In data 13 marzo 2007 durante la sessione Plenaria in corso a Strasburgo, il Parlamento Europeo ha adottato la relazione del socialista inglese Richard HOWITT, secondo la quale l'approccio volontario delle imprese nel campo della responsabilità sociale delle imprese (RSI) è "limitante".
Per questo gli europarlamentari invitano la Commissione a prendere in considerazione la creazione di una lista di criteri che le imprese devono rispettare se attuano responsabilità sociale. 
Pur non chiedendo una normativa vincolante, i deputati sottolineano i limiti di un approccio esclusivamente volontario e chiedono di promuovere la partecipazione delle piccole e medie imprese alla RSI. Nel chiedere un meccanismo di difesa per le vittime di illeciti da parte delle imprese, raccomandano anche di rafforzare le responsabilità dei dirigenti delle aziende con più di 1.000 dipendenti. Ma i deputati precisano comunque che le politiche in materia di RSI dovrebbero essere portate avanti valutando i pro e i contro, «non in sostituzione di una regolamentazione appropriata in altri campi, né come un approccio subdolo all'introduzione di tale legislazione». Nel riconoscere peraltro che molte imprese effettuano già un intenso e crescente sforzo per ottemperare alla propria responsabilità sociale, il Parlamento rileva infatti che un metodo universale che cerchi di imporre alle imprese un unico modello di comportamento «sia inopportuno e non porterà ad una loro adesione significativa alla RSI». D'altra parte, il Parlamento osserva che la varietà di iniziative volontarie in materia «rappresenti un ostacolo per molte imprese che adottano politiche sulla RSI, nonché «un disincentivo per le imprese a perseguire azioni più credibili o politiche più ambiziose».
Consapevolezza dei consumatori. Secondo i deputati, occorre poi porre l'accento sullo sviluppo della società civile, e in particolare sulla consapevolezza dei consumatori circa una produzione responsabile, in modo da promuovere la responsabilità sociale. La RSI deve inoltre affrontare nuovi ambiti come l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, l'organizzazione del lavoro, le pari opportunità, l'inclusione sociale, lo sviluppo sostenibile e l'etica, così da fungere da strumento supplementare per la gestione del cambiamento industriale e delle ristrutturazioni.
Ottenere giustizia. Il Parlamento chiede inoltre alla Commissione di attuare un meccanismo che consenta alle vittime, compresi i cittadini di paesi terzi, di ottenere giustizia contro imprese europee dinanzi ai tribunali nazionali degli Stati membri. In proposito, apprezza il sostegno finanziario diretto della Commissione alle iniziative in materia di RSI, in particolare per assistere le vittime potenziali in caso di presunti illeciti, «compresi gli omicidi colposi provocati da imprese». Incoraggia inoltre la Commissione a sviluppare, in particolare, meccanismi atti a garantire che le comunità danneggiate dalle imprese europee abbiano diritto a un processo equo e accessibile. I deputati apprezzano l'obiettivo della Commissione Ue di legare la RSI agli obiettivi economici, sociali e ambientali dell'agenda di Lisbona. Sostengono, inoltre, il principio della "competitività responsabile" quale parte integrante del programma della Commissione a favore dell'innovazione e della competitività.
Etichettatura. Il Parlamento, inoltre, sostiene il codice di buona pratica dell'Alleanza internazionale per l'accreditamento e l'etichettatura sociale e ambientale «quale esempio saliente della promozione tra le attuali iniziative di etichettatura, in alternativa alla creazione di nuove etichette sociali a livello nazionale ed europeo». Tuttavia, accogliendo un emendamento dei socialisti ha soppresso il paragrafo che invitava l'UE a adottare uno standard europeo per l'etichettatura dei prodotti in merito all'osservanza dei diritti umani e dei diritti fondamentali dei lavoratori. Attira infatti l'attenzione sui costi considerevoli registrati dalle imprese per adeguarsi ai diversi e numerosi requisiti e disposizioni nazionali e sottolinea che la definizione di meccanismi di controllo volti alla supervisione dell'etichettatura sociale è onerosa, segnatamente per i piccoli paesi.  
Per scaricare il testo completo della Risoluzione del Parlamento Euopeo potete cliccare sul ink di seguito: