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Unipol Ideas: prosegue il percorso di incubazione

Per le 8 start up selezionate previsti due mesi di incubazione.

Unipol Ideas è l’incubatore d’impresa di Gruppo Unipol, nato con l’obiettivo di favorire il primo supporto allo sviluppo di progetti imprenditoriali con forti ricadute sociali e per il business del Gruppo.

Durante questi due mesi di incubazione i 26 ragazzi coinvolti negli 8 team di Unipol Ideas saranno ospitati presso Villa Cicogna, a San Lazzaro di Savena.

Questa fase prevede lezioni, workshop, sessioni di lavoro in team, incontri e confronti coinvolgendo il personale di diversi ambiti e attori esterni come docenti universitari, manager ed imprenditori, esperti tecnici di innovazione.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di Unipol Ideas.

 

3 thoughts on “Unipol Ideas: prosegue il percorso di incubazione

  1. il bando non è stato gestito in modo trasparente: dovevano essere selezionate 10 startup e alla fine ne hanno selezionate solo 8, senza spiegare a nessuno il perchè. Guardando il sito di unipol ideas ora hanno tolto tutti i riferimenti al fatto che le startup dovessero essere 10 per evitare brutte figure (hanno modificato le pagine vecchie), però ovviamente non possono modificare siti come startupitalia che riporta giustamente 10, e anche altri siti. Non si sono però ricordati di cambiare alcuni file pdf apparsi nelle pagine di unipol.it. Ad esempio una prova ufficiale che le startup dovessero essere 10 è in questa pagina (almeno finchè unipol non la cambia): http://www.unipol.it/Media/Allegati%20Comunicati/CS_Unipol-Ideas_19-5-2014.pdf
    Cambiare i premi (in peggio tra l’altro) dopo aver lanciato il bando, e addirittura dopo aver esaminato le startup non è indice di serietà. Tentare di nascondere le prove del bando precedente è indice di malafede.
    Inoltre i risultati delle startup selezionate dovevano uscire pubblicamente il 14 settembre invece sono usciti ben più tardi (dopo una settimana non erano ancora resi pubblici), il che rende la credibilità del processo di selezione molto bassa.

    1. Buongiorno, mi spiace che consideri poco trasparente la nostra gestione. Il percorso prevedeva la selezione di 10 start up, ma non si trattava di un bando pubblico. Il percorso di selezione è stato articolato in 2 fasi: la prima sui materiali inviateci ed ha analizzato 200 progetti, la seconda dopo approfonditi colloqui di business e assessment effettuati da una società di professionisti su competenze ed attitudini. Dopo entrambi i momenti la Giuria pubblica, composta da dirigenti Unipol ed esperti tecnici esterni ha effettuato la sua valutazione realizzando delle selezioni.
      I tempi si sono allungati perché purtroppo 2 delle 10 start up che avevamo selezionato hanno avuto dei problemi a partecipare e, prima di escluderle, abbiamo cercato con loro delle soluzioni che, evidentemente, non sono state trovate.
      Questo spiega anche perché le start up sono 8 e non 10. Le altre candidate non avevano sufficientemente convinto la Giuria per poter procedere in autonomia la struttura tecnica a coinvolgerle. Spero di avere chiarito le sue perplessità

      1. Le perplessità purtroppo rimangono. In primo luogo non si può usare come giustificazione “non è un bando pubblico”: sia da un punto di vista etico non regge il discorso “siccome è privato possiamo cambiare come ci piace le regole del gioco in itinere” sia da un punto di vista legale perché l’articolo 1989 del codice civile italiano regolamenta le promesse al pubblico, tra cui rientrano anche i bandi privati comunicati pubblicamente.
        Per quanto riguarda le due startup che non hanno potuto partecipare, un processo di selezione trasparente avrebbe comunque pubblicato ENTRO la data stabilita i nomi delle 10 vincitrici, indipendentemente dai problemi delle startup. E’ semplice trasparenza. Poi i problemi delle 2 startup che non hanno potuto partecipare si potevano risolvere entro tale data, visto che la selezione è stata fatta mesi prima e c’era il tempo per verificare la disponibilità delle startup, oppure anche dopo tale data, ma questo non avrebbe comunque posto nessun ostacolo al pubblicare i risultati entro la data stabilita.
        E’ questione di trasparenza.
        Così come è questione di trasparenza non cancellare dal sito di unipol ideas ogni traccia del bando originario dove si specificava che le startup selezionate dovevano essere 10.
        Infine, risulta molto difficile credere che tra le restanti 190 startup proposte non ce ne fossero altre due che avessero i requisiti per sostituire le 2 startup ritirate (anzi non ce n’era nemmeno una all’altezza! su 190 rimaste!).
        Comunque ricordo che il bando pubblicato parlava delle “migliori 10”, non delle “migliori 10 ma se ne troviamo solo 8 o solo 3 che ci piacciano ne prendiamo solo 8 o solo 3 o anche nessuna”. La prossima volta scrivetelo in quel modo il bando 🙂