COP16 sulla biodiversità: i risultati raggiunti a Roma

Un accordo storico per finanziare la biodiversità.
Dal 25 al 27 febbraio scorso a Roma si è svolta la seconda fase della COP16 sulla biodiversità interrotta a Cali lo scorso ottobre. La tre giorni italiana ha raggiunto un importante accordo per far ripartire l’azione globale di tutela della biodiversità
Durante i lavori della COP16 sulla biodiversità è stata discussa l’architettura finanziaria per dare avvio al percorso globale sulla biodiversità definito dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework che stabilisce obiettivi definiti da raggiungere entro il 2030. La Conferenza di Roma ha raggiunto importanti risultati riassumibili in quattro pilastri fondamentali:
- Strumenti finanziari ibridi: dal 2028 verrà istituito un nuovo meccanismo finanziario, per la cui creazione è stata decisa una procedura condivisa. Parallelamente, viene istituito il Fondo Cali per la condivisione dei benefici derivanti dalle sequenze digitali di risorse genetiche (DSI).
- Roadmap finanziaria 2025-2030: a Roma i 196 Paesi partecipanti hanno pattuito di mobilitare, in flussi internazionali, 20 miliardi di dollari l’anno entro il 2025 e 30 miliardi nel 2030. Queste risorse economiche sono orientate al supporto verso i Paesi meno sviluppati.
- Architettura istituzionale: la COP16 di Roma sancisce l’adozione dell’articolo 21 della CBD come base giuridica per i meccanismi finanziari, ed è stato creato un comitato tecnico per l’armonizzazione degli strumenti finanziari esistenti.
- Equità intergenerazionale ed equilibri Nord-Sud: è stato deciso di orientare il 50% delle risorse del Fondo Cali a popoli indigeni e comunità locali, trasferendo così risorse dalle aziende private alle categorie più fragili.
La COP16 che si è conclusa a Roma rappresenta grazie alle decisioni prese un ulteriore conferma dello sforzo internazionale verso una tutela e ripristino della biodiversità coinvolgendo i diversi Paesi in un’ottica di transizione equa.
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