EBA: valutazione sulle politiche di diversità di genere nelle banche europee

Migliorare l’uso dei dati e la supervisione dei comitati nomine tra le priorità per i prossimi due anni.
La Peer review on gender diversity dell’EBA (European Banking Authority), pubblicata ogni due anni, valuta come le autorità di vigilanza europee stiano applicando e controllando le politiche di diversità di genere nei consigli di amministrazione delle banche.
Il giudizio generale che emerge è positivo in quanto la maggior parte dei supervisori rispetta le regole UE e monitora in modo efficace le banche. Tuttavia, persistono alcune criticità, soprattutto sulla trasparenza dei dati, sul loro utilizzo nei confronti comparativi e sulla supervisione dei comitati nomine, ovvero quei gruppi interni alle banche che hanno il compito di scegliere e proporre i candidati per il consiglio di amministrazione.
Nell’intento di ovviare a queste criticità, l’EBA chiede alle autorità di rafforzare l’uso dei dati di benchmarking – di modo da migliorare la comparazione tra le banche – e di monitorare con più continuità tre aspetti chiave:
- La presenza femminile nei board (consigli di amministrazione)
- Gli obiettivi fissati e i progressi raggiunti
- Gender pay gap
Inoltre, viene chiesto in particolare alla BCE (Banca Centrale Europea) di chiarire e potenziare il suo ruolo nel controllo delle politiche di diversità all’interno dei gruppi bancari. Mentre tra le pratiche più efficaci citate nel rapporto figurano le soglie interne adottate dall’Austria per monitorare la rappresentanza di genere e i sistemi automatici introdotti dalla Repubblica Ceca per raccogliere e verificare i dati delle banche.
Dunque, secondo l’EBA, il sistema europeo di vigilanza sulla diversità sta migliorando, ma necessita ancora di passi avanti. Per questo l’Authority condurrà una nuova verifica tra due anni.
