CdM: nuovo decreto sulla trasparenza retributiva

CdM: nuovo decreto sulla trasparenza retributiva



All’avvio il decreto attuativo della direttiva UE.

Lo scorso 5 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2023/970 sulla parità salariale tra uomini e donne. Il provvedimento punta a rafforzare l’applicazione del principio “a parità di lavoro, pari retribuzione” attraverso nuovi obblighi di trasparenza e strumenti di tutela per i lavoratori.

La norma si applica a datori di lavoro pubblici e privati e riguarda la maggior parte dei lavoratori, inclusi dirigenti e contratti a termine, con alcune disposizioni estese anche ai candidati in fase di selezione. Tra le novità principali del provvedimento si inseriscono l’obbligo di indicare la retribuzione o la fascia salariale negli annunci di lavoro e divieto di chiedere informazioni sugli stipendi percepiti in precedenza.

Nel rispetto della privacy, i dipendenti potranno conoscere i criteri utilizzati per determinare il proprio stipendio e i livelli retributivi medi dei colleghi che svolgono mansioni analoghe, suddivisi per genere. Se presente un divario salariale non giustificato pari o superiore al 5%, l’azienda deve motivarlo e avviare una verifica con sindacati e Ispettorato Nazionale del Lavoro per definire eventuali correttivi.

Per le imprese con almeno 100 dipendenti sono previsti obblighi periodici di comunicazione dei dati sulla trasparenza retributiva. Per le aziende più piccole, invece, le modalità saranno definite con un successivo decreto ministeriale per evitare oneri sproporzionati.

Maggiori infomazioni sono disponibili al seguente link.