ASviS: le buone pratiche dei territori che rendono concreta l’Agenda 2030

ASviS: le buone pratiche dei territori che rendono concreta l’Agenda 2030



Un documento dell’Alleanza racconta e analizza 216 buone pratiche territoriali.

In un contesto segnato da crisi climatica, crescenti disuguaglianze e rapide trasformazioni economiche e tecnologiche, le buone pratiche territoriali rappresentano risposte operative ai bisogni emergenti e, al tempo stesso, laboratori di innovazione sociale, ambientale e istituzionale.

Sono i territori, più delle dichiarazioni di principio, il vero banco di prova dello sviluppo sostenibile. È nelle città, nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nelle comunità locali che gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si confrontano con la realtà, traducendosi in politiche pubbliche, progetti concreti e servizi capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone.

La raccolta “Le buone pratiche dei territori 2025/2026”, realizzata dall’ASviS in preparazione del Rapporto Territori 2025 presentato lo scorso dicembre, documenta e analizza questo patrimonio di esperienze. Il volume descrive nel dettaglio le 216 buone pratiche selezionate dalla Commissione giudicatrice – in forte aumento rispetto alle 125 dell’edizione precedente – offrendo una fotografia ampia e articolata dell’impegno diffuso di enti pubblici, imprese, fondazioni, organizzazioni del Terzo settore e comunità locali. Ne emerge il ritratto di un Paese che, spesso lontano dai riflettori, continua a sperimentare e a investire nella sostenibilità come percorso concreto e quotidiano.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.

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