ASviS: Il Pnrr alla prova della sostenibilità

Il contributo del PNRR alla costruzione di uno sviluppo sostenibile.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha rappresentato per l’Italia un’occasione senza precedenti per finanziare investimenti in settori chiave, come la transizione ecologica e digitale, l’istruzione, la sanità e la competitività delle imprese. Oltre allo stanziamento di risorse, il Pnrr ha introdotto un nuovo modo di operare nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, incentivando la valutazione ex-ante e il monitoraggio ex-post delle politiche.
A pochi mesi dalla scadenza è possibile analizzare il contributo del Pnrr alla costruzione di uno sviluppo sostenibile e, in particolare, alla realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È quanto ha fatto l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile con il sostegno di Fondazione Enel (come knowledge partner) e di Unioncamere, nel Rapporto “L’impatto del Pnrr sullo sviluppo sostenibile dell’Italia e dei suoi territori”, grazie allo sviluppo di un modello di analisi originale.
Secondo le stime dell’ASviS, il Pnrr ha permesso di colmare circa il 39% della distanza che l’Italia aveva nel 2021 rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Si tratta di un risultato significativo, ma non sufficiente: per raggiungere tutti i Target dell’Agenda 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi. È una cifra consistente, ma non impossibile da realizzare a patto che il Piano strutturale di bilancio definito nel 2024 sia rivisto nel 2027 per incorporare tale spesa.
Il documento è disponibile al seguente link.
