Banca d’Italia: indagine sulla gestione dei rischi climatici

Banca d’Italia: indagine sulla gestione dei rischi climatici



Le imprese italiane si preoccupano dei rischi connessi al cambiamento climatico?

La Banca d’Italia ha analizzato nel 2024 la gestione dei rischi climatici delle imprese non finanziarie italiane, rilevando carenze diffuse nel reporting delle emissioni, nella pianificazione della transizione e nella governance.

Dalla ricerca emerge che solo due terzi delle manifatturiere e metà delle aziende dei servizi e dell’agricoltura hanno organi dedicati; meno del 50% monitora le proprie emissioni e pochi fissano target a cinque anni. Le imprese più solide dal punto di vista creditizio risultano invece più attive nella mitigazione, ma la maggior parte delle aziende dichiara una bassa esposizione ai rischi fisici, pur operando spesso in aree a rischio medio-alto; e oltre metà di quelle prive di assicurazione li considera trascurabili.

Tuttavia, l’integrazione dei dati granulari nel modello ICAS migliora la valutazione del rischio di credito: le probabilità di default (PD) settoriali risultano spesso inaccurate e l’uso di dati diretti ha portato a rivedere un quarto delle valutazioni di rischio fisico.

La Banca d’Italia sottolinea quindi la necessità per le imprese italiane di compiere progressi sostanziali nella governance ambientale e nella misurazione delle proprie vulnerabilità, affinché gli impegni di sostenibilità si traducano in miglioramenti concreti del profilo di rischio.

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