Diritti dei lavoratori: il GRI aggiorna gli standard

Diritti dei lavoratori: il GRI aggiorna gli standard



Avviata la consultazione pubblica fino a marzo 2026.

Il GRI (Global Reporting Initiative) ha avviato una nuova consultazione pubblica sugli standard dedicati ai diritti dei lavoratori, aperta fino al 9 marzo 2026, con l’obiettivo di rafforzare la qualità e la credibilità della rendicontazione ESG. Al centro dell’iniziativa c’è il modo in cui le imprese tutelano i lavoratori lungo l’intera catena del valore, tema sempre più decisivo per misurare la responsabilità aziendale a livello globale.

La revisione, presentata nel corso di un webinar pubblico, riguarda quattro standard chiave: lavoratori nelle relazioni d’affari, lavoro forzato, lavoro minorile e libertà di associazione e contrattazione collettiva. Le modifiche sostanzialmente mirano a definire criteri sempre più chiari su due diligence, prevenzione degli impatti negativi e gestione degli incidenti, rispondendo a sfide strutturali come la povertà lavorativa, l’aumento del lavoro informale e le persistenti disuguaglianze di genere.

Particolare attenzione è riservata al contrasto del lavoro minorile e forzato, che purtroppo risultano ancora diffusi in molte filiere produttive. Gli standard rivisti ampliano inoltre i requisiti su meccanismi di reclamo e coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, allineandosi ai principali riferimenti internazionali di ONU, OIL e OCSE. Il GRI invita quindi imprese e stakeholder a partecipare alla consultazione per contribuire alla definizione di standard finali più ambiziosi ed efficaci.

Questa revisione nasce dalla necessità di rispondere alle persistenti criticità del mercato del lavoro globale e alla crescente richiesta di responsabilità da parte delle imprese, con la finalità di rendere più chiari, comparabili ed efficaci gli standard GRI nel prevenire, gestire e ridurre gli impatti negativi sui diritti dei lavoratori lungo tutte le catene del valore.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.