Il Rapporto Circonomia 2026 conferma l’Italia tra i Paesi più circolari d’Europa

Il Rapporto sottolinea però anche un forte rallentamento nella decarbonizzazione e nello sviluppo delle rinnovabili nel nostro Paese.
Il recente Rapporto Circonomia 2026 a cura di E.R.I.C.A. soc.coop. presentato nel corso del Festival di Circonomia 2026 fotografa un’Italia a due velocità: un’eccellenza nell’economia circolare e un forte ritardo nella transizione energetica.
Nel 2024 il tasso di riciclo complessivo dei rifiuti ha raggiunto il 93% (contro il 61% Ue) e quello di circolarità della materia si è attestato al 21,6%. Settori come la siderurgia e l’alluminio guidano il recupero industriale, superando ampiamente le medie europee.
Al contrario, sul fronte energetico l’Italia rallenta: tra il 2019 e il 2024 i consumi di fonti fossili si sono ridotti appena del 4% (a fronte del -13% Ue). La quota di rinnovabili si ferma al 19,4%, distaccandosi dalla media europea e dai progressi di Spagna, Francia e Germania. Inoltre, il freno strutturale nello sviluppo di fotovoltaico ed eolico aggrava la vulnerabilità del Paese, con una dipendenza energetica dalle importazioni salita al 74% nel 2025, l’Italia si espone a rischi geopolitici. Gli esperti avvertono che questo deficit di decarbonizzazione rischia di compromettere la competitività industriale.
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